BIA Akern 101: Guida all’Utilizzo e Benefici

BIA Akern 101

Il test bioimpedenziometrico (BIA, dall’inglese Bioelectrical Impedance Analysis) è un metodo non invasivo e relativamente semplice per misurare la composizione corporea, ovvero la distribuzione dei diversi tessuti all’interno del corpo, come massa grassa, massa magra (muscoli, ossa e organi) e liquidi corporei. Questo tipo di analisi offre informazioni preziose per la valutazione dello stato di salute e del benessere fisico, nonché per la pianificazione di diete, programmi di allenamento e per monitorare i progressi nel tempo.

L’analisi bioimpedenziometrica (BIA) rappresenta una tecnologia rivoluzionaria nel campo del benessere e della salute. Tra gli strumenti più avanzati in questo ambito, BIA Akern 101 si distingue per precisione e facilità d’uso, offrendo a professionisti e appassionati di salute dati fondamentali per la personalizzazione dei piani di benessere. In questo articolo, esploreremo come funziona BIA Akern 101, il suo utilizzo pratico e i benefici che può portare alla tua salute.

Come Funziona BIA Akern 101

bia

BIA Akern 101 utilizza una tecnologia di analisi bioelettrica per misurare la composizione corporea. Attraverso l’invio di un segnale elettrico di bassa intensità attraverso il corpo, è in grado di determinare la quantità di massa magra, grassa, e il contenuto idrico. Questo processo, non invasivo e rapido, fornisce dati accurati che sono essenziali per sviluppare un piano di salute personalizzato.

Utilizzo Pratico di BIA Akern 101

Questo strumento è utilizzato ampiamente da nutrizionisti, personal trainer e medici per fornire una valutazione completa della composizione corporea. Grazie ai dati raccolti, i professionisti possono creare programmi di allenamento e diete su misura, monitorando i progressi nel tempo. Inoltre, BIA Akern 101 è estremamente utile per valutare il rischio di sviluppare malattie correlate all’obesità e per monitorare la salute generale.

Benefici dell’Utilizzo di BIA Akern 101

  1. Personalizzazione del Benessere: Grazie ai dati dettagliati forniti da BIA Akern 101, è possibile personalizzare i piani di allenamento e dieta per adattarli alle esigenze individuali.
  2. Monitoraggio dei Progressi: L’utilizzo regolare di BIA Akern 101 permette di monitorare i progressi nel tempo, offrendo un feedback immediato sull’efficacia del piano di benessere adottato.
  3. Prevenzione e Gestione della Salute: Identificare precocemente potenziali rischi per la salute consente di adottare misure preventive o di gestione mirate, migliorando la qualità della vita.
  4. Motivazione: Vedere i cambiamenti nella composizione corporea può servire da grande motivazione per mantenere o migliorare uno stile di vita sano.

Conclusione

Bioimpedenziometria Akern

BIA Akern 101 rappresenta uno strumento prezioso per chiunque sia interessato a migliorare il proprio stato di benessere attraverso un approccio scientifico e personalizzato. Che si tratti di perdere peso, aumentare la massa muscolare o semplicemente monitorare la propria salute generale, BIA Akern 101 offre le informazioni necessarie per prendere decisioni informate e raggiungere i propri obiettivi di salute e fitness.  

Investire in tecnologie come BIA Akern 101 significa investire nella propria salute, avvalendosi di strumenti che rendono il percorso verso il benessere non solo più efficace ma anche più motivante. Con l’adozione di questo strumento avanzato, l’accesso a una salute ottimale è più diretto e informato che mai.

Dieta chetogenica e mal di testa

Dieta chetogenica e mal di testa
E’ ormai opinione comune e molto diffusa associare la dieta chetogenica al dimagrimento veloce dei soggetti in sovrappeso ed obesi, ma sapete in realtà quando e perché venne scoperta la dieta chetogenica? La dieta chetogenica venne scoperta negli anni ’20 dal dott Peterman il quale applicò il protocollo ai bambini affetti da epilessia e per i quali non si conoscevano terapia farmacologiche adeguate a contenere il numero di attacchi epilettici ed a modularne i sintomi. La dieta mima-digiuno si dimostrò in effetti una valida alleata per il miglioramento della qualità di vita di questi pazienti. Successivamente poi, negli anni Quaranta, la dieta venne messa da parte grazie alla scoperta dei farmaci anti-epilettici, ma tornata in auge, in ambito neurologico negli anni Ottanta per ‘Charlie’, il bimbo americano affetto da epilessia farmaco-resistente per il quale la scienza medica non aveva risposte terapeutiche efficaci. Il caso di Charlie fece strada tanto che ad oggi, anche in Italia, abbiamo dei centri specializzati e dedicati alla gestione del protocollo nutrizionale di questi pazienti. Uno dei migliori centri di riferimento nazionale per la gestione nutrizionale chetogenica dei pazienti epilettici farmaco resistenti e da deficit da GLUT-1 (una rarissima sindrome genetica che impedisce al glucosio di arrivare nel cervello) si trova a Pavia, al Policlinico S. Matteo. E’ il Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del Comportamento Alimentare ed è diretto dalla professoressa Anna Tagliabue. Il meccanismo d’azione che sembra essere correlato alla diminuzione degli attacchi epilettici implica un aumento della produzione di ATP a livello mitocondriale e quindi una maggiore quantità di energia metabolica alla cellula, oltre ad una ridotta eccitabilità neuronale. Negli utili anni si è però fatto un gran parlare della correlazione empirica tra la prescrizione della dieta chetogenica nei pazienti in sovrappeso, obesi, affetti da sindrome metabolica, infiammazione low grade, diabete e la diminuzione della frequenza degli attacchi di mal di testa, definito anche emicrania. La lipolisi e la beta ossidazione dei corpi chetonici controllano in maniera efficace l’insorgenza delle ipoglicemie facendo in modo che il paziente possa beneficiare costantemente di energia metabolica senza dover necessariamente dover dipendere dal glucosio. Il paziente che segue pedissequamente la terapia alimentare chetogenica non andrà mai in ‘vuoto metabolico’: dalla beta ossidazione costante di corpi chetonici otterrà costantemente ATP a livello mitocondriale. Questo meccanismo che potremmo definire ‘always full’ è responsabile della percezione di benessere dell’organismo a cui è associata una netta diminuzione della stanchezza e della frequenza degli attacchi di mal di testa. Per quanto riguarda l’infiammazione generalizzata, inoltre, teniamo presente che il tessuto adiposo ha un ruolo pro-infiammatorio in grado addirittura di peggiorare le sintomatologie delle patologie da cui è affetto un organismo.  Alla luce di quanto abbiamo detto, quindi pensiamo alla chetogenica anche come un valido alleato per abbassare il grado di infiammazione generalizzata nel nostro organismo. Se hai domande, dubbi e o perplessità non esitare a contattarmi, oppure lasciami un messaggio qua sotto e sarai ricontattato al più presto!  
Dieta chetogenica e mal di testa